INDICE
- Parte I. La Genesi biblica dagli scritti di Don Guido Bortoluzzi
- Parte II. Controrisposta a B. Maverik
Sintesi
L’articolo discute gli scritti e le visioni private del sacerdote italiano Don Guido Bortoluzzi (1907–1991) sull’origine dell’umanità e sul peccato originale secondo il Libro della Genesi.
- Creazione mediata: Dio non ha creato direttamente un uomo adulto dal nulla, bensì ha creato una cellula umana completa (46 cromosomi) e l’ha impiantata nell’utero di un primate femmina esistente (una madre surrogata / nutrice). Da questo intervento è nato Adamo.
- L’origine della Donna: Successivamente, Dio ha creato in modo analogo una cellula uovo (23 cromosomi) che è stata fecondata con il seme di Adamo. Da ciò è nata la prima Donna geneticamente pura. Il piano divino era che, dopo la maturità, fondassero insieme una razza puramente umana.
- Il Peccato Originale come errore biologico: Prima che la prima Donna fosse adulta, Adamo si accoppiò di propria iniziativa con la nutrice-scimmia nella speranza di accelerare la procreazione. Poiché ciò non fu preceduto da un intervento creativo divino, nacque un essere ibrido: Caino (metà uomo, metà scimmia).
- Contaminazione genetica: Caino continuò a procreare con la madre surrogata, da cui ebbero origine diversi ominidi (specie preumane). In seguito, anche la discendenza pura di Adamo si mescolò con queste popolazioni ibride, facendo sì che, secondo questo modello, l’originaria purezza biologica e cromosomica andasse perduta per l’intera umanità.
- Interpretazione teologica: In questo contesto, il peccato originale viene spiegato come un duplice disastro: la perdita della purezza biologico-genetica e la rottura della relazione spirituale con Dio.
Spiegazione dei termini
- Gameti: Le cellule riproduttive di un organismo. Negli esseri umani si tratta degli spermatozoi (maschili) e delle cellule uovo (femminili).
- Cromosomi: Strutture presenti nel nucleo cellulare che contengono il DNA e tutto il materiale ereditario. Un essere umano sano possiede normalmente 46 cromosomi (23 coppie).
- Cellula uovo / Zigote: La cellula riproduttiva femminile. Dopo la fecondazione da parte di uno spermatozoo, costituisce la prima cellula da cui si sviluppa un nuovo organismo.
- Organismo multicellulare: Un essere vivente composto da più cellule che collaborano tra loro (come piante, animali ed esseri umani), in contrapposizione agli unicellulari come i batteri.
- Ominidi: La famiglia delle specie di primati fossili ed estinte affini all’uomo e alle scimmie antropomorfe.
- Placenta (Mertice): L’organo che durante la gravidanza assicura il trasferimento di sostanze nutritive e ossigeno dalla madre al figlio, senza che il loro sangue o materiale genetico si mescolino direttamente.
- Ipotesi del mondo a RNA: Teoria scientifica secondo cui la vita primordiale sulla terra si basava principalmente su molecole di RNA prima dell’evoluzione del DNA e delle proteine.
- Ibridazione: L’incrocio tra due specie o linee genetiche differenti, che porta a una prole con caratteristiche miste (un ibrido).
- Creazione mediata (Creazione Mediata): L’idea che Dio crei servendosi di un mezzo o di un vettore naturale preesistente (in questo modello: l’utero di una scimmia antropomorfa) anziché trarre qualcosa dal nulla.
- Peccato originale: Nella teologia cristiana, lo stato di peccato e di separazione da Dio in cui ogni essere umano nasce a causa del primo errore dei progenitori (Adamo ed Eva).
- Magistero: L’autorità d’insegnamento ufficiale della Chiesa cattolica (il Papa e i vescovi) che vigila sull’interpretazione della dottrina della fede.
- Catechismo della Chiesa Cattolica (CCC): L’opera di riferimento ufficiale in cui la Chiesa cattolica riassume la sua dottrina della fede, la morale e i sacramenti.
- Immacolata Concezione: Il dogma cattolico secondo cui Maria, la madre di Gesù, è stata preservata immune dal peccato originale fin dal primo istante della sua concezione.
- Esegeti / Esegesi: Spiegazione e interpretazione scientifica o teologica dei testi religiosi (come la Bibbia).
- Natura non facit saltus: Espressione latina che significa “La natura non fa salti”. Si riferisce al principio secondo cui i processi e i cambiamenti naturali avvengono gradualmente.
- Sicut unum corpus unius hominis: Frase latina della teologia che significa “come un solo corpo di un solo uomo”, utilizzata per indicare il comune destino dell’intera umanità.
PARTE I. La Genesi biblica dagli scritti di Don Guido Bortoluzzi
Inviato da B. Maverik, 8 marzo 2016, News-Info. Alternativa
Don Guido Bortoluzzi nacque nel 1907 e morì nel 1991 vicino a Belluno. Tra il 1968 e il 1974 ricevette dal Signore 8 rivelazioni sull’origine della Terra e dell’Uomo.
Caino è la chiave del mistero
Cosa è nato prima: l’uovo o la gallina?
Una domanda semi-seria che viene tradizionalmente posta a ogni generazione di bambini. Don Guido – aiutato passo dopo passo a comprendere la risposta attraverso una serie di eventi primordiali di cui fu testimoni oculare – risponderebbe immediatamente: l’uovo.
A differenza della maggior parte delle cellule microscopiche, noi abbiamo la fortuna che alcune cellule uovo siano ben visibili e possano essere esaminate a occhio nudo. Si pensi all’inாடάbile varietà di uova con cui uccelli, rettili e tartarughe si riproducono. E in particolare, per esperienza quotidiana, l’uovo di gallina. Quando l’uovo è fecondato, ci permette di tenere in mano un’unica cellula gigantesca in cui, con grande chiarezza e immutabile stupore, sono presenti tutte le istruzioni e il materiale per creare un pulcino completo e finito, che non appena ne esce si regge sulle sue zampette e comincia a beccare.
A differenza degli animali ovipari, tuttavia, la cellula uovo umana, così come in molte specie di mammiferi, è di dimensioni microscopiche.
Per una breve (e non semplice) rassegna dell’opera di Don Guido Bortoluzzi sulla Genesi biblica, è necessaria almeno un’introduzione biologica. Secondo quanto compreso da Don Guido, il modo normale in cui Dio ha dato origine alla vita e alle nuove specie consisteva originariamente ed essenzialmente nel creare una cellula completa. Dopodiché organismi multicellulari più complessi, e così via.
Prima di arrivare alla cellula, si possono certamente ipotizzare altri interventi creativi (natura non facit saltus – la natura non fa salti), si veda ad esempio la teoria sul mondo a RNA, ma il passo fondamentale – l’elemento di base capace di vita autonoma e riproduzione – è senza dubbio la cellula.
Gli organismi multicellulari sono organismi costituiti da più di una cellula con cellule differenziate che svolgono funzioni specializzate. La maggior parte della vita visibile a occhio nudo è multicellulare.
Osservazioni sul gamete femminile, sul gamete maschile e sul numero di cromosomi
I semi maschili (gameti) sono chiamati spermatozoi e quelli femminili cellule uovo. Durante la formazione dei gameti, il numero dei cromosomi viene dimezzato rispetto alle altre cellule del corpo.
Ogni specie possiede un numero tipico di cromosomi. Nelle cellule umane vi sono 46 cromosomi (23 coppie). Quando una cellula germinale umana si divide per formare i gameti, ciascun gamete riceve la metà del corredo cromosomico, ovvero 23 cromosomi in copia singola. Il numero normale (46) viene ripristinato nella fase di fecondazione, quando i due gameti di origine materna (23) e paterna (23) si fondono, contribuendo ciascuno con la metà dei cromosomi necessari per lo sviluppo del nuovo essere.
Introduzione teologica
La Chiesa non si pronuncia sulla modalità concreta in cui è avvenuta la caduta nel peccato perché non sa come siano andate le cose; essa riconosce questo al paragrafo 390 del Catechismo della Chiesa Cattolica (CCC):
“Il racconto della caduta (Gen 3) utilizza un linguaggio d’immagine, ma attesta un avvenimento primordiale, un fatto che ha avuto inizio all’inizio della storia dell’uomo. La rivelazione dà la certezza di fede che tutta la storia umana è segnata dalla colpa originale liberamente commessa dai nostri progenitori.”
Pertanto, tutte le obiezioni che si rifanno al testo letterale del racconto biblico non reggono, poiché si basano su un simbolismo che cela eventi antichissimi rimasti sempre nascosti.
Così lo formula infatti il CCC al paragrafo 404:
“Come il peccato di Adam è diventato il peccato di tutti i suoi discendenti? Tutto il genere umano è in Adam «sicut unum corpus unius hominis» – come un solo corpo di un solo uomo. Per questa unità del genere umano tutti sono implicati nel peccato di Adam, come tutti sono implicati nella giustizia di Cristo. Tuttavia la trasmissione del peccato originale è un mistero che noi non possiamo comprendere pienamente.”
Si parla di “peccato di Adamo”: dalla rivelazione a Don Guido si comprende infatti che la vera “Eva”, la “Donna”, era innocente! È interessante anche il fatto (provvidenziale?) che nei documenti del Magistero, già a partire dal Concilio di Trento, si parli principalmente del “peccato di Adamo”.
Una breve sintesi della trama
Dopo queste semplici premesse possiamo tentare una breve sintesi della trama, per preparare il lettore al messaggio complesso. Il libro non è d’altronde semplice e richiede di non saltare da una parte all’altra, bensì di leggerlo almeno una seconda volta.
Don Guido, un sacerdote dotato di una cultura scientifica straordinaria e di un grande desiderio di comprendere, volle inizialmente redigere un resoconto molto accurato delle sue esperienze. Si dilunga sui minimi dettagli di come si svolgessero le sue visioni e le successive intuizioni, rendendo la lettura dei primi capitoli un po’ ostica. Questa sintesi serve ad accompagnare il lettore.
Adamo non fu creato adulto: per l’uomo Dio utilizzò la “creazione mediata”.
Dio creò infatti una cellula completa dell’intero corredo cromosomico (46), capace di formare Adamo, e la inserì nell’utero di un primate femmina di una specie preesistente. Una “madre surrogata”, dunque. Oggi possiamo fare la stessa cosa persino nell’allevamento moderno. In questo modo la scimmia antropomorfa (di una specie oggi estinta) forniva solo il nutrimento, ma nessuna caratteristica della sua specie veniva trasmessa.
Adamo cresce, allevato da questa nutrice (che è un animale, non dobbiamo dimenticarlo; essa partecipa solo passivamente) e si trova in un paesaggio naturale ospitale, circondato da vari altri animali la cui socialità e mansuetudine colpiscono. Questa nutrice è di fatto la vera “Eva”, un nome simbolico che viene definito come “la madre di tutti i viventi”.
Vediamo come Adamo fin dall’inizio sia intelligente e creativo; costruisce utensili e una semplice abitazione. La “Eva ancestrale” che lo ha allattato vive naturalmente insieme a lui. Man mano che si sviluppa, Adamo impara molto dagli animali che lo circondano; osserva le loro abitudini, i loro accoppiamenti e il modo in cui generano così la prole secondo la propria specie.
Il piano di Dio prosegue: dopo la creazione della cellula (completa) di Adamo, Egli crea nell’utero della Eva ancestrale una cellula che questa volta è incompleta (un gamete femminile, dunque solo 23 cromosomi, la metà del corredo necessario) con il piano di unirla a un gamete maschile (gli altri 23) prelevato da Adamo, per far così nascere la prima vera Donna.
“Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull’uomo, che si addormentò.” (Genesi 2:21)
Nella Genesi 2:21 troviamo questo racconto, e la visione di Don Guido vi concorda: quando Adamo si sviluppa sessualmente, comincia in lui – come in tutti gli adolescenti – il fenomeno naturale dell’erezione e della polluzione notturna. La “Eva” ancestrale, che vive con lui, lo nota in una di queste occasioni e, trovandosi nel suo periodo di calore, lo copre spinta da un forte istinto (è un animale!).
Adamo si sveglia spaventato e comprende più o meno cosa sia accaduto. Più tardi lo vediamo infatti scacciare la femmina quando questa è nuovamente in calore.
Con ciò si conserverebbe anche la tradizionale metafora biblica secondo cui Dio tolse una “costola” ad Adamo “nel sonno” per formare la prima Donna. Il termine biblico “costola” era già stato interpretato prima di Don Guido da altri esegeti come un riferimento all’organo genitale maschile.
La prima vera Donna si sviluppa dunque analogamente nella utero (prestato) della “Eva ancestrale”, ma quando nasce non ha nulla della specie ancestrale: è una splendida fanciulla di cui il giovane Adamo è visibilmente soddisfatto (nota ginecologica: attraverso la placenta non vengono trasmesse caratteristiche genetiche, solo sostanze nutritive). È sorprendente che il personaggio Adamo anche in questa situazione – quando vuole portare via subito la bambina – risulti francamente sgradevole, e anche in occasioni successive reagisca in modo espulsivo e respingente. Un preludio alla superbia che alla fine lo trarrà in inganno.
Il piano di Dio era di unire in seguito Adamo con la prima Donna (quando questa fosse cresciuta) per trarne la discendenza pura con cui Egli voleva popolare il pianeta. L’unione tra consanguinei era in quella fase evidentemente necessaria e buona; il concetto di incestuosità è culturale ed è di gran lunga posteriore, e il divieto relativo è stabilito anche per prevenire malformazioni, che occorrono molto spesso tra ibridi consanguinei portatori di tare recessive.
Il peccato originale: Adamo anticipa il piano di Dio
Quando la prima Donna ha circa 3 anni, un giorno la femmina ancestrale compare all’ingresso dell’abitazione. Adamo, che solitamente la scacciava quando era in calore, questa volta la incoraggia invece a entrare. Si sdraia sulla schiena, la lascia salire sopra di sé e accetta l’accoppiamento.
Egli non fa questo per attrazione sessuale – essa era infatti piuttosto ripugnante – bensì perché ha concepito un pensiero fatale: “Se questa femmina ancestrale ha generato me (un essere perfetto) e questa splendida fanciulla, significa che è una buona fattrice. Le farò fare altri figli e farò da solo”. Pensa di aver già capito tutto e vuole “mettersi in proprio”!
Il famoso “serpente” del racconto biblico non si vede, ma Satana solitamente non si mostra; la sua tattica è nascondersi: suggerisce ed esercita pressioni sulla nostra immaginazione. Qui si serve della femmina ancestrale che si muove in modo suggestivo, “serpeggiante”.
Ma questa volta non vi era stato alcun precedente intervento creatore di Dio. Ciò che nasce è un essere deforme: metà scimmia pelosa e metà uomo. Un ibrido. Caino!
Adamo è scioccato e deluso, ma sembra non reagire; pare chiudersi sempre più in se stesso. Si percepisce che rifiuta la relazione di amicizia con Dio (su questo precedente stato felice non vengono rivelati dettagli). La sua intolleranza ed il suo egoismo diventano sempre più evidenti. Non uccide Caino, nemmeno quando questi lascia morire Abele (un bambino con caratteristiche umane, nato successivamente dalla relazione tra Adamo e la prima Donna), ma lo scaccia.
Caino vaga e ritrova la Eva ancestrale, si accoppia con essa e genera esseri ibridi (ominidi!).
Adamo genera probabilmente altri figli con la prima Donna
A questo punto Don Guido formula altre ipotesi (pag. 369-373) che tuttavia appaiono naif e macchinose, ma egli stesso dichiara che si tratta solo di ipotesi.
La discendenza geneticamente pura cresce dunque accanto alla discendenza ibrida, finché (la durata temporale è incerta) non si compie il fenomeno descritto in Genesi 6:1-2: “Quando gli uomini cominciarono a moltiplicarsi sulla terra e nacquero loro figlie, i figli di Dio videro che le figlie degli uomini erano belle e presero per sé come mogli tutte quelle che vollero”.
Avviene dunque una commistione delle due linee finché, nel corso dei millenni, la discendenza pura scompare del tutto. Noi siamo pertanto, purtroppo, tutti ibridi! Un simile danno cromosomico è di proporzioni enormi, irreversibile e irreparabile.
Questo racconto spiegherebbe anche il mistero degli ominidi: essi non sarebbero altro che bastardi, metà scimmia e metà uomo, la progenie di Caino. Inoltre spiega le malattie, le malformazioni ereditarie, gli infiniti difetti fisici degli esseri umani e soprattutto la tendenza al male e ai vizi con un istinto bestiale che si riesce a dominare solo con fatica.
Per inciso: le scimmie hanno 48 cromosomi, l’uomo 46, e le persone affette dalla sindrome di Down (portatrici di una delle anomalie più evidenti) ne hanno 47.
Infine, ciò conferma la portata immensa della redenzione operata da Cristo, venuto a guarire soprattutto lo spirito, ma anche la nostra misera condizione fisica.
Non sta scritto nel libro, ma è una deduzione accettabile: la Chiesa insegna che la Vergine Maria è stata concepita immacolata, immune dal peccato originale. Questo fatto fa pensare da sempre alla Grazia e alla purezza della sua anima, ma è plausibile e conveniente che Dio l’abbia preservata anche dall’errore genetico derivante dall’ibridazione. Perciò non solo il suo spirito, ma anche il suo corpo e il suo patrimonio genetico erano puri.
Conseguenze del peccato originale
Dal racconto successivo risulta chiaro che il peccato originale non fu un incidente isolato, ma fu seguito da un indurimento e da una chiusura del cuore. Le due conseguenze del peccato possono essere paragonate alla tipica proporzione di un iceberg:
- La parte più superficiale ed evidente è la perdita irreversibile della purezza cromosomica.
- La parte meno visibile ma più importante è la perdita dell’amicizia con Dio (chiamata tradizionalmente Grazia), che avrebbe permesso a Dio di riparare il danno se Adamo avesse mostrato pentimento.
Sul libro e sull’impatto
Questo libro illuminante e unico non propone un compromesso tra evoluzionismo e creazionismo, ma illustra il loro superamento attraverso un nuovo concetto: “la creazione mediata”. Si tratta di una rivelazione donata a un umile sacerdote della Chiesa Cattolica, destinata a mettere in discussione alcuni postulati scientifici.
Il più grande pregio di questo libro è di dare risposte esaurienti in molti campi e di fungere da chiarimento per una comprensione più profonda di molti passi biblici, sia nell’Antico che nel Nuovo Testamento. È un libro bello, ricco di elementi poetici (si veda la creazione dell’universo o la descrizione dell’ambiente naturale della prima famiglia umana), ma in alcuni punti adopera un linguaggio senza veli. È preferibile che si possegga anche una certa conoscenza di fisiologia e genetica.
Esso suscita reazioni contrastanti: vi sono lettori assolutamente entusiasti e altri che lo trovano scioccante.
Ciò che è scioccante in realtà è il peccato originale, che ha precipitato l’umanità in una condizione miserabile per milioni di anni. Ciò ha comportato la corruzione della sua natura fisica e psichica e la perdita della sua dimensione spirituale. L’uomo è rimasto mutilato in tutti e tre i livelli dell’essere: corpo, mente e anima.
Il libro non contiene nulla di abominevole; o meglio, è la realtà del peccato originale a costituire la più “abominevole” sciagura dell’umanità. Il linguaggio adoperato è talvolta crudo e diretto, inadatto a persone ipersensibili – non perché vi siano cose immorali, ma nel senso che, ad esempio, non tutti sono adatti ad assistere a un parto.
È un libro che richiede approfondimento. Vi sono molti sacerdoti entusiasti che lo hanno fatto, che hanno poi chiesto di vedere i luoghi e di incontrare la curatrice che ha raccolto gli scritti. Le traduzioni in inglese, olandese e tedesco sono state fatte con entusiasmo da sacerdoti che si sono offerti spontaneamente e gratuitamente per il lungo lavoro di traduzione. La traduttrice polacca ha ritrovato la fede dopo molti anni di assenza. La sola lettura della biografia di Don Guido dovrebbe illuminare la bontà dell’albero.
Alcuni paragonano la rivelazione a Don Guido con altre rivelazioni, vi trovano divergenze e traggono la precipitosa conclusione che “una delle due mente”. Essi attribuiscono al “proprio” veggente un valore assoluto e non tengono conto del presupposto fondamentale: i veggenti e i carismatici, anche se autentici e in buona fede, non sono infallibili; il dono di Dio è sempre affidato alla fragilità umana. Perciò non si possono fare “controlli incrociati” tra di essi, ma ciascuno deve essere confrontato singolarmente con il Magistero ed essere giudicato in primo luogo per l’assenza di errori teologici.
Se per esempio confrontiamo le visioni di Maria Valtorta, della Serva di Dio Maria Cecilia Baij e di Anna Katharina Emmerich, troviamo discrepanze. Chi mente? Probabilmente nessuno, pensando che il Signore in tempi, epoche e culture diverse rivela sempre solo aspetti parziali e complementari della verità, spesso in modo simbolico, privilegiando l’interpretazione in senso spirituale degli eventi narrati nella Scrittura.
È un libro che richiede pazienza e concentrazione e non può essere letto in modo interrotto saltando qua e là; esso ha un unico filo conduttore i cui passaggi sono in perfetto collegamento tra loro. Se l’ordine non viene rispettato, i legami si perdono.
PARTE II. Controrisposta a B. Maverik
Contributo di B. Maverik: La Genesi biblica dagli scritti di Don Guido Bortoluzzi
(Inclusivo di controrisposta contenutistica e teologica e di file di note a piè di pagina basato sulla Sintesi Preistorico-Tecnocratica di don Geudens)
Nota introduttiva
Don Geudens | Smakt, ottobre 2026
Di seguito presento la mia controrisposta contenutistica e teologica a B. Maverik, formulata a partire dal quadro della Sintesi Preistorico-Tecnocratica (PTS). Questa controrisposta non intende assolutamente respingere il prezioso contributo di Maverik, bensì correggere la sua interpretazione su alcuni punti essenziali, integrarla e svilupparla ulteriormente dal punto di vista esegetico.
La Genesi biologica di Don Guido Bortoluzzi riconsiderata
Dalla creazio mediata e dalla Frattura Cromosomica alla Sintesi Preistorico-Tecnocratica
Introduzione
Nel suo articolo La Genesi Biblica, dagli scritti di Don Guido Bortoluzzi dell’8 marzo 2016, B. Maverik ha fornito un importante contributo alla conoscenza e all’interpretazione dell’opera del sacerdote italiano Don Guido Bortoluzzi (1907–1991) [^1]. Il suo merito risiede soprattutto nell’aver reso accessibile un particolare modello esplicativo biologico-teologico per l’origine dell’uomo e della Caduta.
Maverik cerca di rendere plausibile che gli eventi descritti da Bortoluzzi non debbano essere intesi esclusivamente in senso simbolico o allegorico, ma possano riferirsi a una concreta preistoria biologica dell’umanità.
Io sottoscrivo l’importanza di questo quesito di ricerca. Tuttavia ritengo che la ricostruzione di Maverik necessiti di ulteriori chiarimenti su diversi punti. Inoltre, la sua interpretazione può essere ampliata con una serie di conseguenze che egli stesso tratta appena.
La mia controrisposta si concentra pertanto su tre aspetti: una rappresentazione più accurata dell’atto creativo descritto da Bortoluzzi, un ulteriore sviluppo delle conseguenze biologiche e teologiche della disobbedienza di Adamo e la possibilità di uno sviluppo della civiltà antidiluviana di lunga durata.
Questa riflessione si colloca all’interno della Sintesi Preistorico-Tecnocratica (PTS), un modello di ricerca ipotetico in cui il testo biblico, gli scritti di Bortoluzzi [^2], le interpretazioni successive e i quesiti di ricerca scientifico-naturali vengono messi in relazione tra loro, senza perdere di vista il loro diverso status di prova.
I. La prima Donna umana: una precisazione necessaria
Un primo punto riguarda la modalità con cui, secondo Bortoluzzi, nacque la prima Donna pienamente umana.
Maverik descrive giustamente che il primo uomo non sarebbe stato creato come individuo adulto, ma che Dio realizzò la forma di vita umana a livello embrionale. In questo contesto, una forma di vita femminile preumana preesistente funse da madre surrogata. Per la nascita della prima Donna è tuttavia necessaria una precisazione ulteriore.
[Controrisposta / Correzione di don Geudens]:
Secondo la ricostruzione di Bortoluzzi da me adottata, Dio creò direttamente una cellula uovo umana con 23 cromosomi nell’utero della madre surrogata preumana. Successivamente avvenne la fecondazione mediante uno spermatozoo di Adamo, anch’esso con 23 cromosomi, durante un sonno profondo provocato da Dio.
L’atto riproduttivo che portò alla nascita della prima Donna non fu quindi, secondo questa interpretazione, una decisione autonoma di Adamo e neppure un normale rapporto sessuale con la madre surrogata. Esso si mantenne interamente sotto la guida divina.
La prima Donna ricevette la sua costituzione genetica dalla cellula uovo creata direttamente da Dio e dallo spermatozoo umano di Adamo. La madre surrogata preumana fornì esclusivamente l’ambiente in cui la gravidanza poté compiersi. Perciò è essenziale distinguere tre cose:
- L’origine divina della cellula uovo umana;
- Il contributo genetico umano di Adamo;
- La funzione esclusivamente gestazionale della madre surrogata preumana.
Questa distinzione non è un dettaglio secondario. Essa costituisce la base biologica dell’intero modello. L’espressione della Genesi secondo cui Dio trasse la Donna dall’Uomo riceve così all’interno dell’ipotesi una concreta interpretazione riproduttiva: la prima Donna nasce in parte dalla sostanza umana di Adamo, ma senza alcun contributo genetico della madre surrogata preumana [^3]. Questa rappresentazione rimane un’ipotesi sul significato delle esperienze di Bortoluzzi. Essa non può essere dedotta direttamente da Genesi 2.
II. L’Ancestre a 47 cromosomi
Una seconda precisazione riguarda la costituzione cromosomica della madre surrogata. Maverik sottolinea la differenza tra i 48 cromosomi del ceppo animale preumano e i 46 cromosomi dell’uomo. All’interno del materiale integrativo di Bortoluzzi viene tuttavia descritta un’eccezionale forma intermedia [^5].
La popolazione preumana possedeva secondo questo modello 48 cromosomi, mentre il particolare individuo femminile che fungeva da madre surrogata, per intervento divino, avrebbe avuto 47 cromosomi.
[Struttura Sistematica & Quesito Citogenetico]:
Si delinea così la struttura:
- Ceppo preumano: 48 cromosomi
- Ancestre appositamente preparata: 47 cromosomi
- Adamo e la prima Donna umana: 46 cromosomi
Questa particolare costituzione assume all’interno del modello un significato mirato: l’Ancestre rappresenta un ponte biologico tra il mondo preumano preesistente e la prima generazione veramente umana. Ritengo che questo dato debba essere inserito con molta maggiore enfasi nell’ulteriore analisi biologica. Non perché l’esistenza di un tale ponte risulti così geneticamente provata, ma perché una corretta valutazione dell’ipotesi richiede che vengano prima esposti accuratamente i suoi stessi presupposti.
Il quesito di ricerca citogenetico diventa di conseguenza: a quali condizioni un individuo a 47 cromosomi avrebbe potuto portare un embrione biologicamente differenziato e al contempo partecipare riproduttivamente alla supposta linea di discendenza ibrida? Il solo numero di cromosomi non fornisce ancora una risposta. L’ipotesi richiede un’indagine sulla struttura cromosomica, sulla meiosi, sulla vitalità embrionale e sulla compatibilità riproduttiva.
III. La Caduta come superbia intellettuale
Su questo punto Maverik offre a mio avviso un’interpretazione particolarmente preziosa. Egli sostiene che il rapporto illecito di Adamo con l’Ancestre non derivasse primariamente da desiderio sessuale, bensì da superbia intellettuale.
Adamo aveva osservato che la madre surrogata aveva generato prima se stesso e poi la prima Donna umana. Da ciò trasse la conclusione che egli stesso avrebbe potuto sfruttare autonomamente questo processo biologico per ottenere ulteriori discendenti.
[Approfondimento Teologico / Successione Causale]:
Il pensiero alla base della sua decisione può essere così riassunto: “Io capisco come funziona; perciò posso farlo da solo.” Risiede qui a mio avviso il significato più profondo della trasgressione. Adamo confonde la comprensione di un processo biologico con il diritto di utilizzare tale processo a propria discrezione. Egli ritiene che la sua conoscenza lo renda indipendente dal Creatore.
Ciò tocca il significato teologico classico della Caduta: l’uomo vuole determinare da sé ciò che è bene e ciò che è male, senza più sottomettersi all’ordinamento di Dio [^4]. L’atto biologico è all’interno del modello di Bortoluzzi l’espressione concreta di questa disobbedienza spirituale. Perciò la successione deve essere sempre:
$$\text{Superbia intellettuale} \longrightarrow \text{disobbedienza} \longrightarrow \text{riproduzione illecita} \longrightarrow \text{conseguenze biologiche}$$
Il peccato non sorge a causa di un’anomalia cromosomica. La presunta perturbazione biologica segue la libera trasgressione del confine umano.
IV. La Frattura Cromosomica
All’interno della Sintesi Preistorico-Tecnocratica definisco la conseguenza biologica dell’atto di Adamo come la Frattura Cromosomica [^6].
Al momento della creazione l’Ancestre fungeva da madre surrogata senza alcun contributo genetico ad Adamo o alla prima Donna. Nella riproduzione illecita questo rapporto cambia radicalmente. Adamo, con 46 cromosomi, instaura un legame generativo con l’Ancestre che all’interno del modello possiede 47 cromosomi. Con ciò un’originaria funzione di gestazione viene trasformata in una funzione riproduttiva. Da questa unione nasce, secondo Bortoluzzi, Caino.
[Definizione di Sistema di Caino]:
Caino rappresenta all’interno del modello la prima linea di discendenza ibrida. Ritengo importante non parlare semplicemente di un essere che sarebbe esattamente metà uomo e metà animale. Una tale descrizione suggerisce un rapporto genetico che non può essere dedotto dai dati disponibili. È più accurato descrivere Caino come un discendente in cui il contributo genetico umano di Adamo si unì, secondo l’ipotesi, alla costituzione biologica dell’Ancestre. Con ciò la Frattura Cromosomica diventa l’inizio di una nuova storia genealogica.
V. Caino e l’ibridazione progressiva
Maverik descrive in seguito come Caino instauri nuovamente un legame riproduttivo con l’Ancestre. Questa è un’importante integrazione rispetto al primo evento. La trasgressione biologica non rimane pertanto limitata a una sola generazione. Si instaura un feedback continuo con il ceppo preumano.
[Ipotesi di Involuzione & Paleoantropologia]:
All’interno del modello la sequenza recita:
$$\text{Adamo} \times \text{Ancestre} \longrightarrow \text{Caino}$$
$$\text{Caino} \times \text{Ancestre} \longrightarrow \text{Ulteriori discendenti ibridi}$$
$$\text{Riproduzione ulteriore} \longrightarrow \text{Crescente differenziazione delle linee di discendenza}$$
Da ciò si sviluppa l’ipotesi dell’involuzione. Secondo questa ipotesi determinate forme umanoidi non sarebbero necessariamente i precursori evolutivi della linea adamitica veramente umana, bensì possibili forme di discendenza ibrida o regressiva successive. Questo pensiero è di portata particolarmente ampia. Esso richiede un confronto approfondito con i dati fossili, la cronologia e la genetica di popolazione moderna.
I dati paleoantropologici attuali non supportano la conclusione che i noti ominini fossili siano originati da un’ibridazione adamitica storica. Chi desidera sviluppare ulteriormente questa ipotesi dovrà pertanto dimostrare quali dati specifici vengano spiegati da essa meglio che dai modelli esistenti.
VI. Due differenti fasi di mescolanza
Un altro elemento importante riguarda la coesistenza iniziale di due linee di discendenza. Secondo la ricostruzione di Maverik esistevano da un lato la linea umana originaria di Adamo e della prima Donna e dall’altro la linea ibrida iniziata con Caino.
[Esegesi di Genesi 6]:
All’interno della Sintesi Preistorico-Tecnocratica questa dicotomia viene messa in relazione con Genesi 6 [^3]. I Benei HaElohim (i figli di Dio) vengono collegati all’interno del modello alla linea umana originaria. Le Benot HaAdam (le figlie degli uomini) vengono collegate alle popolazioni già mescolate. Questa identificazione è un’ipotesi e non una traduzione letterale del testo ebraico. Si delineano così due fasi distinte:
- La prima mescolanza: l’unione illecita tra Adamo e l’Ancestre.
- La seconda mescolanza: l’unione successiva tra i discendenti della linea umana originaria e le linee di discendenza ibride.Questa distinzione è importante perché collega tra loro all’interno del modello gli eventi di Genesi 4 e Genesi 6.
VII. Nephilim e Gibborim
La ricostruzione biologica di Maverik può essere successivamente ampliata con un’analisi più dettagliata dei Nephilim e dei Gibborim.
[Nuancering Socio-Biologica]:
All’interno della Sintesi si indaga se i Nephilim possano riferirsi a eccezionali manifestazioni corporee derivanti da un’ulteriore mescolanza. I Gibborim possono invece essere studiati come persone o gruppi potenti che traevano la loro posizione da forza fisica, organizzazione militare, capacità intellettuali o predominio politico. Si delinea così una distinzione tra differenziazione biologica e formazione di potere sociale.
Questa distinzione è rilevante per la fase successiva dell’ipotesi. Le conseguenze della mescolanza non sarebbero infatti state esclusivamente corporali; esse potevano contribuire all’interno del modello anche alla nascita di nuove gerarchie sociali. Il testo biblico in sé non prova questa interpretazione biologica, ma offre all’interno del modello prescelto uno spunto per approfondirla.
VIII. Maverik e la conseguenza tecnologica incombente
Qui ritengo che l’interpretazione di Maverik non si spinga ancora abbastanza lontano. Quando il primo uomo, secondo Bortoluzzi, disponeva di un’intelligenza eccezionale fin dalla sua origine e quando la storia umana primitiva si estendeva per un lunghissimo periodo, sorge inevitabilmente un nuovo interrogativo: fino a quale livello tecnologico poteva svilupparsi una tale umanità?
Genesi 4 menziona già la costruzione di città, l’allevamento, la musica e la lavorazione dei metalli. All’interno della Sintesi Preistorico-Tecnocratica queste attività possono essere considerate forme precoci di specializzazione.
[Ipotesi Archeo-Tecnologica / Ampliamento PTS]:
Se la conoscenza fu accumulata e trasmessa per lunghi periodi, si può indagare se da essa siano nate civiltà avanzate. Vengono così alla luce anche ipotesi su approvvigionamento energetico altamente sviluppato, metallurgia, tecnologia dei trasporti, manipolazione genetica, sistemi autonomi e intelligenza artificiale [^7].
Queste non sono affermazioni della Genesi e neppure conclusioni provate tratte da Bortoluzzi. Si tratta di un’ulteriore linea di ricerca tecnologica. Ciononostante ritengo che questo ampliamento renda visibile una domanda essenziale che in Maverik rimane ampiamente inespressa: se l’uomo era originariamente di un’intelligenza eccezionale, perché si dovrebbe dare per scontato senza indagini che il suo sviluppo tecnico sia rimasto necessariamente primitivo per un lunghissimo periodo preistorico? Porre questa domanda non prova una preistoria ad alta tecnologia. Essa rende chiaro quali dati archeologici e tecnici supplementari sarebbero necessari per verificare l’ipotesi.
IX. Dalla superbia di Adamo alla tecnocrazia antidiluviana
Risiede qui a mio avviso il più importante sviluppo successivo del pensiero di Maverik. Il primo peccato di Adamo e il successivo sviluppo tecnocratico possono essere considerati all’interno della Sintesi come due manifestazioni dello stesso problema antropologico.
Adamo scopre un processo biologico e decide di utilizzarlo autonomamente. Una successiva civiltà tecnocratica farebbe poi la stessa cosa su scala molto più vasta. Quella che per Adamo fu una trasgressione individuale, diventa allora una pratica di civiltà organizzata.
[La Linea di Sviluppo Antropologico]:
$$\text{Conoscenza} \longrightarrow \text{dominio} \longrightarrow \text{autonomia} \longrightarrow \text{manipolazione} \longrightarrow \text{potere senza limite morale}$$
All’interno di questa ipotesi il mondo antidiluviano può essere infine caratterizzato da una combinazione di eccezionale intelligenza, perturbazione biologica, predominio politico e superiorità tecnologica. La possibile connessione con tradizioni sugli Anunnaki e sistemi tecnologici autonomi appartiene a questo ulteriore ampliamento [^7]. Essa richiede una ricerca storica e scientifico-naturale autonoma.
Il pensiero più profondo è tuttavia teologico: il male non sorge perché l’uomo possiede la conoscenza, bensì perché egli usa la sua conoscenza come se fosse egli stesso la misura ultima della vita.
X. Peccato originale e danno genetico
Su un punto importante mi trovo espressamente d’accordo con Maverik. Egli paragona le conseguenze della Caduta a un iceberg. Il danno biologico visibile costituisce solo la parte superiore. Il danno più profondo riguarda la perdita dell’amicizia originaria con Dio.
[Delimitazione Dogmatica & Dignità Umana]:
Questa distinzione deve essere a mio avviso mantenuta con coerenza. Il peccato originale non è semplicemente un’anomalia cromosomica. La dottrina cattolica lo intende come uno stato in cui la natura umana è privata della santità e della giustizia originali [^4]. All’interno del modello di Bortoluzzi si può indagare se la disobbedienza originaria abbia avuto in aggiunta conseguenze biologiche concrete. Ma queste conseguenze biologiche non devono essere identificate con l’essenza del peccato originale.
Inoltre non si deve mai dedurre da differenze genetiche che determinati esseri umani possiedano una minore dignità umana. Caino possiede all’interno del modello un’anima spirituale umana. Perciò vale: la costituzione biologica non determina la dignità umana.
XI. Maria e l’Immacolata Concezione
Maverik trae dalla sua interpretazione biologica un’ulteriore e particolare deduzione. Egli pone il quesito se Maria, la quale secondo la fede cattolica fu preservata dal peccato originale fin dal suo concepimento, sia stata possibilmente preservata anche dalle supposte conseguenze genetiche della mescolanza originaria.
[Quesito di Convenienza Teologica]:
Egli presenta questo pensiero espressamente come una deduzione supplementare. Da ciò è già chiaro che esso non può essere attribuito semplicemente alle esperienze originarie di Bortoluzzi. Né appartiene alla definizione dogmatica dell’Immacolata Concezione [^4]. Ciononostante si può porre all’interno del modello un quesito di convenienza teologica: se la Caduta ebbe secondo l’ipotesi anche conseguenze corporali, l’preparazione unica di Maria da parte di Dio alla maternità di Cristo avrebbe potuto possedere anch’essa una speciale dimensione corporea? Tale questione è discutibile all’interno del modello. Essa non deve tuttavia essere confusa con la dottrina della fede cattolica stessa.
XII. Il Diluvio Universale come qualcosa di più di una bonifica biologica
All’interno di un’interpretazione esclusivamente genetica il Diluvio Universale potrebbe essere prospettato come un intervento volto a porre fine alla commistione biologica. Io giudico questa spiegazione troppo limitata. La Genesi collega il giudizio divino innanzitutto alla corruzione umana e alla violenza [^3].
[Integrazione Multidimensionale del Diluvio]:
All’interno della Sintesi Preistorico-Tecnocratica il Diluvio può pertanto essere considerato come il culmine di diversi processi:
- Disobbedienza spirituale;
- Trasgressione biologica;
- Mescolanza progressiva;
- Formazione di potere sociale;
- Possibile manipolazione genetica;
- Predominio tecnologico;
- E crescente aggressività.
Il Diluvio non diventa così all’interno dell’ipotesi solo una bonifica biologica, bensì un giudizio divino, una frattura di guarigione biologica e un reset di civiltà. Anche qui la dimensione morale rimane fondamentale. Dio non giudica gli uomini perché possiedono un determinato pattern cromosomico. Il giudizio riguarda la corruzione e la violenza dell’umanità.
XIII. Cristo come compimento della storia umana
Infine l’intera ipotesi deve essere valutata in chiave cristologica. L’uomo non è redento dalla perfezione genetica. Cristo non è venuto esclusivamente per restaurare un’originaria costituzione biologica. Egli è venuto per redimere l’uomo.
Il corpo appartiene essenzialmente a quell’uomo, ma la persona umana non può essere ridotta al suo corpo o al suo DNA. Perciò la storia di Adamo non sfocia infine in un ideale genetico, bensì in Cristo, il Nuovo Adamo. In Lui la natura umana non viene semplicemente ricondotta a una precedente condizione biologica, bensì accolta nella redenzione e nella promessa della risurrezione. Questo è a mio avviso il necessario compimento teologico di qualsiasi interpretazione biologica della Genesi.
Conclusione
La mia controrisposta a Maverik non costituisce pertanto un rigetto del suo contributo. Tutt’al contrario. La sua interpretazione fornisce diversi elementi preziosi per l’ulteriore sviluppo del modello di Bortoluzzi. Soprattutto la sua enfasi sulla superbia intellettuale di Adamo, sull’ibridazione progressiva tramite Caino, sulla coesistenza di linee di discendenza distinte e sulla distinzione tra danno biologico e perdita della grazia merita ulteriore attenzione.
Tuttavia ritengo che la sua ricostruzione debba essere precisata su alcuni punti:
- La particolare modalità di origine della prima Donna deve essere accuratamente distinta dal successivo atto riproduttivo illecito di Adamo.
- L’Ancestre a 47 cromosomi merita un posto centrale all’interno dell’ipotesi biologica.
- La Frattura Cromosomica deve essere distinta dal significato spirituale della Caduta.
- E le conseguenze della trasgressione originaria possono essere studiate ulteriormente all’interno della Sintesi Preistorico-Tecnocratica in relazione a Genesi 4–6, ai Nephilim, ai Gibborim e al possibile sviluppo di una tecnocrazia antidiluviana.
Si delinea così un’ipotesi più ampia in cui ritorna un modello fondamentale: l’uomo scopre le regolarità della creazione, ma corre il pericolo di confondere la propria conoscenza con il diritto di disporre autonomamente della creazione.
Nel caso di Adamo questo modello riceve all’interno del modello di Bortoluzzi un’espressione biologica. In una possibile tecnocrazia antidiluviana esso potrebbe ritornare a livello di civiltà. Per l’uomo contemporaneo la stessa domanda torna a farsi attuale attraverso la tecnologia genetica e l’intelligenza artificiale.
Concludo pertanto con un interrogativo che si spinge oltre la ricostruzione storica della Genesi: che cosa accade a un’umanità che tecnicamente può fare sempre di più, ma è sempre meno disposta a riconoscere i limiti morali della propria creaturalità? Questo è il quesito antropologico e teologico più profondo che la Sintesi Preistorico-Tecnocratica intende esaminare.
Pastore Jack Geudens
Smakt, ottobre 2026
Fonti e chiarimenti (File di note a piè di pagina)
[^1]: B. Maverik, La Genesi Biblica, dagli scritti di Don Guido Bortoluzzi, News-Info. Alternativa, 8 marzo 2016. Il testo olandese da me adoperato contiene sia una sintesi sia un’elaborazione scientifico-teologica più estesa. Queste devono essere distinte come diversi strati testuali.
[^2]: Guido Bortoluzzi, Sintesi della Genesi Biblica. Per un’edizione scientifica definitiva i dettagli qui discussi devono essere confrontati con il testo italiano originale e con i passaggi rilevanti sul primo uomo, la Donna, l’Ancestre e Caino.
[^3]: Sacra Biblia, Genesi 2–6. Meritano particolare attenzione Genesi 2:21–23 (origine della Donna), Genesi 4:1–22 (Caino e la prima civiltà) e Genesi 6:1–13 (i Benei HaElohim, i Nephilim e il Diluvio).
[^4]: Catechismo della Chiesa Cattolica (CCC), §§390, 396–405, sul peccato originale dell’uomo, sulla superbia intellettuale e sulle conseguenze teologiche della colpa originale.
[^5]: Archivio & Materiale integrativo di Bortoluzzi: L’ipotesi dell’Ancestre a 47 cromosomi appartiene al materiale integrativo di studio e d’archivio adoperato in merito alla documentazione di Bortoluzzi. La sua funzione di ponte biologico richiede una verifica citogenetica autonoma.
[^6]: Terminologia PTS: I concetti di Frattura Cromosomica, Involuzione (nel significato qui elaborato sistematicamente) e Sintesi Preistorico-Tecnocratica sono impiegati in questa trattazione come concetti analitici. Essi non possono essere citati senza verifica delle fonti come termini letterali di Maverik o Bortoluzzi.
[^7]: Quesiti di ricerca PTS: Le ipotesi sull’alta tecnologia antidiluviana, sui riferimenti paraclassici agli Anunnaki, sulla manipolazione genetica e sui sistemi di IA autonomi sono ulteriori quesiti di ricerca all’interno della Sintesi Preistorico-Tecnocratica (Pastore Geudens). Esse vengono presentate come modelli ipotetico-deduttivi e non come fatti storici provati.